La riforma Moratti: un anno di esperienza
Raccolta di opinioni, valutazioni, giudizi ad un anno dall'esordio della riforma della scuola
A un anno scolastico dall’ esordio della riforma è obbiettivamente difficile esprimere una valutazione compiuta in quanto la sua applicazione è parziale, limitata alle classi prime; occorre attendere almeno altri due o tre anni prima di emettere un giudizio ponderato e sufficientemente obbiettivo. Per quanto mi riguarda ho fatto solo esperienza di laboratori non avendo il curriculare nelle classi prime. Ne ho organizzati due: di scrittura, nel primo quadrimestre e di informatica nel secondo. E’ stata nel complesso un’esperienza positiva. Chi di noi (soprattutto della vecchia guardia) non ha auspicato durante la sua carriera scolastica di utilizzare parte dell’orario didattico
all' organizzazione e svolgimento di attività laboratoriale? Tuttavia il primo laboratorio di scrittura pur concepito e attuato secondo canoni ormai consolidati (vedasi
laboratorioComeOrganizzarlo), non ha dato i risultati in un primo momento sperati. In particolar modo perché gli alunni che vi hanno partecipato avevano gravi lacune nel organizzare una scrittura appena leggibile, corretta e testualmente appropriata ed erano quasi del tutto sprovvisti di una base minima di tecnica di scrittura e inoltre il gruppo aveva problemi di autocontrollo diffusi. E’ormai noto a tutti che la scrittura è un processo cognitivo che coinvolge altre abilità: leggere parlare, ascoltare.
Ma non è tutto. Il punto sta nella motivazione di fondo, in un minimo di disciplina e di coinvolgimento che devono accompagnare qualsiasi attività didattica proficua. Non si possono ottenere risultati didattici e ancor più pedagogici con gruppi di alunni che hanno tutti o quasi carenze nelle abilità e problemi di autocontrollo, occorre invece che vi facciano parte alunni che per capacità e disciplina possano costituire punti di riferimento e fare da traino. L’esperienza di questi ultimi anni, soprattutto con ragazzi extracomunitari, me l’ ha dimostrato. E ciò mi porta subito a ragionare su un altro aspetto della riforma: i LARSA, ovvero le attività di recupero.

Soprattutto negli ultimi anni, mi sono reso conto di una cosa molto importante: un alunno svantaggiato, con gravi carenze deve rimanere comunque nel gruppo classe o in gruppi più ampi, in essi ci sono risorse metodologiche e relazionali per un proficuo recupero. Una certa “frammentazione” della classe e anche dei tempi (che per il recupero non possono essere che lunghi), non giova (per questo motivo ho abbandonato anche l'idea dei recuperi pomeridiani). E qui forse la riforma è carente. Per quanto riguardam il
LaboratorioInformatica invece, l’esperienza funziona non solo perché le attività interessano maggiormente gli alunni, ma anche e soprattutto per ciò che è stato esposto. Difatti gli alunni che vi hanno partecipato avevano capacità e comportamenti diversificati, alcuni di essi già sono già avanti nell’utilizzo dei computer e avevano buone capacità di autocontrollarsi.
gb
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